La profezia degli incappucciati – Roberto Mistretta



Roberto Mistretta
La profezia degli incappucciati
Mondadori
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Meritato vincitore del Premio Tedeschi 2019 e, a detta del suo autore, sequel di Il bacio della mantide, La profezia degli incappucciati è finalmente arrivata anche in edicola per il piacere dei fan di Roberto Mistretta e del suo imperdibile maresciallo Bonanno. Da quando Rosalia Santacroce è stata trasferita a Villabosco e ha messo gli occhi su di lui, la vita di Saverio Bonanno è cambiata in molto meglio. Se si considera poi che la nuova e bella assistente sociale gode della completa approvazione persino di sua madre donna Alfonsina e del tenero adolescenziale virgulto di sua figlia Vanessa. La sua vita sarebbe quasi colorata di rosa se una lettera anonima non stesse turbando il ritorno in caserma dei carabinieri di Bonanno, dopo una rilassante ma infocata settimana in un rifugio d’amore a Nicolosi alle pendici dell’Etna con Rosalia. Una lettera anonima,un pizzino, macchiata da lacrime che nero su bianco dice: «Non fu disgrazia maresciallo. Nofriuzzo l’ammazzarono!» Insomma, insinua che la tragica morte di Nofrio Falsaperla, governatore di una secolare e ricchissima confraternita locale del Purissimo e Preziosissimo Volto di Nostro Signore, avvenuta in assenza di Bonanno e catalogata come una terribile fatalità, possa essere stata invece un omicidio. Certo quello scritto fa sorgere dubbi e sospetti. Si sa che il notabile cittadino, un abbiente quarantenne con un debole per le sottane, durante l’annuale processione del 12 luglio dedicata a Santa Veronica è rimasto schiacciato sotto il peso di astruso e avvenieristico marchingegno con il quale avrebbe dovuto reggere da solo i quintali del massiccio “baiardo” (un fercolo) a forma di croce con rappresentazioni della via Crucis e l’effigie lignea della Santa. La sua morte aveva dato agio a Mimmo Castello, giornalista di punta di Tele Alto Platani, di far girare un paio di servizi folcloristici sulla balordaggine di detto Nofrio Falsaperla di andare a farsi schiacciare in quel modo. Gira voce anche che tra il governatore e alcuni dei confratelli non passasse buon sangue. Ma quella faccenda è stata ufficialmente archiviata. Non è certo facile cominciare a fare domande, investigare, soprattutto visto le sue recenti divergenze con il capitano Oliva…  Il pizzino era stato scritto da una donna, cosa che non quadra in quel malaugurato incidente: possibile che gli inquirenti non siano andati abbastanza a fondo? Troppe voci corrono sulla dubbia moralità del morto. Certo quanto Bonanno si muove, facendo giostrare il suo caratteraccio, si fa presto a intravedere buriana. Ma lui è così, un carabiniere fino alle punta dei piedi anche se qualche volta si chiede se potendo avrebbe scelto che so di fare altro. Magari il pilota, il sub e andare a frugare in fondo al mare. E invece si ritrova a frugare nella testa e nell’anima della gente. Per scoprire il bene o il male di ciascuno. Ma l’indagine semiclandestina di Bonanno sulla storia del boiardo andrà a mischiarsi a un sequela di intrighi criminosi e lo porterà a dover affrontare pericoli mortali che lo toccheranno da vicino La posta in gioco sale, per quei delitti si pensa addirittura a decapitare una cupola mafiosa, ma altri morti rimandano alla macabra coincidenza di un’antica profezia della confraternita degli Incappucciati che pare destinata a mettere con le spalle al muro anche Bonanni… Qualcuno parla addirittura di un antico tesoro. Insomma, un pauroso intrigo da sciogliere condito da mistero e humour quanto basta. E poi lacrime, passione, tradimenti e ricatti costellano questo bel romanzo che ci trasporta fra i colori e i sapori della Sicilia, regalandoci colte e poetiche pagine descrittive del fascino collinare della cittadina di Villabosco. Paesaggi indimenticabili e notti di luna che fanno solo sognare valorizzano una suggestiva Villabosco che ci piace immaginare nom de plume di Mussomali, mentre anche i sentimenti l’amore e l’amicizia solcano le pagine arricchendo la narrazione.
Roberto Mistretta: nato morto in una domenica di settembre e riportato in vita dalle cure energiche di un medico di altri tempi, avrebbe subìto “danni irreparabili al cervello” che lo portano a scrivere noir durissimi alternati a romanzi per ragazzi e saggi/interviste a siciliani perbene. Vive e lavora in Sicilia, a Mussomeli (CL), la Villabosco letteraria dei suoi romanzi. Con protagonista Saverio Bonanno ha già pubblicato: Il maresciallo Bonanno, Il canto dell’upupa e Il bacio della mantide (Fratelli Frilli Editori). È anche autore dei volumi: Giudici di frontiera. Interviste in terra di mafia (con introduzione di Giancarlo De Cataldo), Il miracolo di don Puglisi, Rosario Livatino. L’uomo, il giudice, il credente. È autore del radiodramma Onkel Binnu (Zio Binnu) sulla cattura del capomafia Bernardo “Binnu” Provenzano, mandato in onda con successo dalla WDR di Colonia, con attori professionisti tedeschi.

Patrizia Debicke

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