Libri per ragazzi: Il Gioco della Paura – Maren Stoffels

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Il Gioco della Paura,
Pelledoca


Avvertenza importante: chi ha abitudine/vizio di andare a leggere prima la nota finale dell’autrice non lo faccia perché la sciagurata – peraltro brava a scrivere un bel thriller – si lascia andare a una spiegazione che rivela il segreto fondamentale: si tratta della MSP; e non va detto di più, se non che si è ispirata a una storia reale, ovviamente romanzata, narrata nell’autobiografia di un’altra scrittrice. Anche se un adolescente sveglio – lettore ideale dai 12 anni – può cogliere un indizio importante nel momento in cui Dylan ricorda a sé stesso qual è la sua più grande paura, mentre ne scrive un’altra insignificante, come è richiesto nel foglio di iscrizione al gioco della Fright Night (l’opposto di quella Bianca). Alla quale partecipa con gli amici Quin, presso la cui famiglia vive (perché?) e Sofia, di cui è innamorato. Nel bosco scuro e fitto personaggi importanti sono anche due figuranti specializzati e orrendamente truccati per allestire sorprese e interventi spaventosi. I cinque interagiscono continuamente, incontrandosi e perdendosi, scappando e ricercandosi. Fino al drammatico scioglimento in un capanno isolato.
La Stoffels è brava nella costruzione di una trama senza buchi, nella tensione crescente ad ogni pagina con l’infittirsi dei segreti e misteri, nella caratterizzazione dei personaggi attraverso i dialoghi e i minimi segnali di emozioni, soprattutto nella struttura narrativa in cui i cinque protagonisti si alternano come voci narranti, più quella dell’assassino (?) con laconici ed enigmatici inserti. Con una sorta di “effetto Rashomon” che permette di variare la prospettiva da cui sono visti gli accadimenti. Alla fine qualcuno morirà? Chi? Perché? I motivi sono tanti: il disagio sociale e familiare, la malattia, la solitudine, le ingiustizie verso i giovani e le loro sofferenze, le menzogne, troppe. Tutto questo verrà alla luce in una notte buia in un bosco. È la Fright Night, bellezza, non è un gioco.

 

Fernando Rotondo

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